San Valentino: qual è il regalo perfetto per l’amore?

Gabriele Cazzulini
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13 febbraio 2016


San Valentino: qual è il vero regalo per festeggiare l’amore? Ritrovare l’amore vero, nel giorno della festa sfrenata per l’amore, gli innamorati, gli amanti e ogni altra coniugazione del verbo amare. Mai come in questi anni l’amore è diventato il vero perno su cui (non) si regge la nostra società: ma l’amore non è più soltanto quello di Romeo e Giulietta, di Catullo, dei grandi classici della poesia sentimentale. No?

L’amore non è (solo) un Super Attak

L’amore festeggiato a San  Valentino è la celebrazione dell’amore come attaccamento tra due persone, dell’amore come sentimento che tiene insieme una relazione – senza bisogno di far evolvere quella relazione in un’unità, una famiglia: basta una coppia, di fatto o di letto poco importa. Di quell’attaccamento a cui si esprime l’amore oggi conta la sensazione immediata, diretta, epidermica nel senso letterale: toccarsi, sentirsi, confermare la reciproca presenza. Qui ed ora. Domani o altrove? Chissà. Del domani non v’è certezza. Nemmeno fra un’ora. Ora c’è bisogno dell’amore per stare attaccati.

Svuotati dagli amori di una volta

Attaccati a cosa? Ad una realtà davvero complicata: senza fabbriche, senza lavoro, senza un dio da rispettare, senza una chiesa in cui credere, senza un partito in cui militare con un’ideologia per cui battersi. Erano tutti serbatoi d’amore. Ora si sono esauriti. Siamo senza compagni di classe che non ti obblighino a comprendere culture distanti, siamo senza compagni di lavoro con cui lavorare per anni interi e non per solo per sei mesi e poi salutarsi perchè è il turn-over degli stage o il precariato a tempo indeterminato. Siamo senza compagni di militanza con cui condividere il sogno di una società migliore, fare marce che non siano il sabato pomeriggio a Roma in via dei Condotti e fare proteste che non siano mitragliate a salve di hashtag su Twitter. Magari c’è la compagna o il compagno con cui condividere un pezzo di strada insieme. Ma in questa strada, cosa c’è da fare e vedere insieme, a parte restare attaccati l’uno all’altro?

Dall’abisso risplende l’amore vero

Poi ogni tanto un botto: una bomba, una sparatoria ed ecco che il terrore più vigliacco uccide l’amore. A quel punto allarme rosso: il cuore a lucchetto del selfie su Facebook non basta a restare attaccati a questa realtà di terrore, paura, rischio. Bel guaio. Facci caso: ogni attentato corrisponde ad un crollo nei temi dell’amore, dei diritti dell’amore, del bisogno dell’amore… perché improvvisamente si impone il bisogno della vita, delle certezze più vitali, della libertà della propria persona, della sicurezza, di continuare a respirare  – di continuare ad esserci noi in quanto persone, sulle nostre gambe, con le nostre paure e i nostri sogni. Così l’amore ritorna un bellissimo sentimento. Non solo attaccamento provvisorio a qualcuno, ma attaccamento a noi stessi, alla vita, alla libertà, che è anche la forza di avere paura, di sentirsi soli, persi, disperati. La forza di accettare tutto questo e andare avanti.

San Valentino, pensaci tu: fai ritrovare l’amore oltre all’amore!


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