Il disprezzo per la tecnologia della Pace

Gabriele Cazzulini
0 commenti
Blog


blog1

11 marzo 2016


Se una tecnologia fosse facile da realizzare e producesse benefici su scala mondiale – perchè non produrla? Quasi ovvio. Allora perchè la Pace è un bene così raro rispetto alla proliferazione di massa della Guerra, che è un prodotto costosissimo, come sacrificio di ogni tipo di risorsa, da quelle umane fino a quelle naturali? Incomprensibile.

Tra questa assoluta ovvietà e questa assoluta incomprensibilità c’è l’incapacità di comprendere la tecnologia della Pace, infinitamente più semplice della tecnologia della Guerra. Per fare la Pace basta conoscersi, condividere uno spazio, restare se stessi. La Guerra è una scienza complessa, le armi sono industrie evolute e uccidere richiede un disumano senso di odio e un’accecante incoscienza di sè e di chi sta di fronte. La Guerra è l’annullamento di vincitore e vinto. Tutta la pesante tecnologia della Guerra è finalizzata a far perdere noi stessi.

In Libano, ottima case history su guerra pluridecennale con terrificanti KPI in termini di distruzione di massa e di masse, c’è un caffè che si chiama “Our Cafe: Hand in Hand” è un caffè dove riunire giovani, artisti, famiglie, senza divieti e barriere, nè religiose nè politiche nè sociali. Cosa diavolo ci vuole a realizzare una cosa così altrove? A Baghdad fanno il primo esperimento di “teatro contro il terrorismo”, con mezzi ridotti al lumicino e inesauribile convinzione, per sconfiggere il terrorismo fuori e il terrore dentro. La Pace costa pochissimo e rende tantissimo.

La Pace richiede una tecnologia semplicissima, fatta di una materia prima principale: persone con senso di altruismo e moralità. Quando si uniscono, queste persone creano dispositivi sociali e culturali formidabili. Più potenti di ogni arma. Perchè non uccidono, ma danno la vita e non fanno il lavaggio del cervello per inoculare l’odio totale della Guerra.

Cosa c’è nella Pace che spinge gli uomini ad allontanarsene, ad osteggiarla, a combatterla preferendo la Guerra? L’idolo della potenza, della ricchezza e del dominio di pochi su tanti? Questo punto interrogativo attende fermo e inesorabile in fondo ai pensieri, come fosse la falce della morte. La morte di quella domanda – e della sua risposta.


Lascia un commento

*Campi obbligatori. L'indirizzo email non verrà pubblicato.


Commento

Nome*
Email*
Web



Partners

condividere è un'azione di altruismo

sui miei profili social puoi trovare idee, scoperte, contatti per arricchire il nostro lavoro

Grazie della visita!